Cosa c’è che non va nei servizi di newsletter e mailing list gratuiti?

Mesi fa ho pubblicato un articolo intitolato “9000 iscritti alla newsletter: meglio un plugin o un servizio esterno?” dove raccomandavo alcuni sistemi gratuiti per inviare newsletter di aggiornamento dal proprio blog a uno o più mailing list.

Nessuno dei servizi elencati mi ha soddisfatto in questi mesi: il “gratis” nel campo dei servizi ha tutti i suoi limiti!

Logo AweberCosì, approfittando anche del vantaggiosissimo cambio euro/dollaro sono passato ad Aweber.

Penso che le ricerche che ho condotto per trovare il servizio con il miglior rapporto qualità-prezzo possono essere utili anche per chi legge WordPressMania e così… ecco questo post!

Gratis o no?

Sia chiaro: se il tuo unico obiettivo è mandare una email al giorno agli amici per aggiornarli sull’ultimo post del tuo blog, e non è un problema se questa non arriva, o se arriva con contenuti sbagliati, allora puoi anche accontentarti dei servizi gratuiti, ma se il tuo blog ambisce a qualcosa di più serio o semplicemente non vuoi apparire come un improvvisatore, beh.. sono giunto alla conclusione che vale la pena spendere qualche euro ma essere certi del risultato.

Come detto, ho deciso di passare al servizio di Aweber, e cercherò di spiegarvi perchè.

Il problema

Il tutto è nato il giorno che mi sono accorto che dei quasi 1200 iscritti alla newsletter di WordPressMania, oltre 700 non ricevevano alcuna email da MESI!!

Ho cercato in giro e mi è stato ben presto chiaro che non potevo pretendere molto: per combattere lo spam molti provider bloccano le email che arrivano da questi servizi gratuiti a prescindere dal loro contenuto… praticamente vanno dal nostro computer direttamente nel cestino…

Successivamente, per più di una volta, la newsletter è partita senza testo, o con il testo sbagliato: bella figura!

Piuttosto demoralizzato ho deciso di provare gli altri servizi gratuiti che tenevo come “seconde scelte”: peggio che andar di notte!

Uno non mi lasciava inviare email settimanali, l’altro non consentiva di personalizzare la grafica e tapezzava tutto con i suoi banner animati, un altro ancora non mi permetteva di importare la lista dei miei 1200 iscritti e il loro supporto tecnico mi suggeriva di scrivere a tutti chiedendo di re-iscriversi alla newsletter!

LA SOLUZIONE

A questo punto ho deciso di dedicare un po’ di tempo per verificare cosa offre il mercato professionale e alla fine ho optato per il servizio di Aweber, raccomandato da molti blogger che seguo da anni (ProBlogger di Darren Rowse, CopyBlogger e TeachingSells di Brian Clark, Chris Garret sono i primi che mi vengono in mente)

Ecco le caratteristiche più interessanti per noi blogger

  • Illimitate liste di distribuzione, messaggi inviati, newsletter, email, ecc… con lo stesso abbonamento
  • Possibilità di trasformare il proprio feed RSS in email (sia quotidiana che settimanale, o mensile, ecc): posso continuare a scrivere sul blog sapendo che alla data prestabilita ci penserà Aweber a raccogliere i nuovi post e a spedirli
  • Report di invio, di apertura, dei link seguiti, ecc molto dettagliati
  • Affidabilità di invio assicurata (ha accordi con i maggiori provider perchè riconoscano le email inviate da Aweber come non-spam)
  • Possibilità di testare l’email prima dell’invio con SpamAssassin, uno dei più severi (e diffusi) antispam usati dai provider, per verificare che non “appaia” come spam
  • Funzionalità “autoresponder“: nel caso di campagne email che prevedano invii ripetuti potete programmare la spedizione di email diverse a determinati intervalli di tempo. E’ una funzionalità che per alcuni miei clienti potrà essere molto utile.
  • Il prezzo, non basso ma mooolto ragionevole: 179,40 dollari all’anno (se pagate mensilmente costa un bel po’ di più) ma, come detto, con il cambio euro/dollaro attuale il costo scende notevolmente!

Mal che vada…

Devo dire che ero piuttosto restio a cambiare ma alla fine ho deciso di approfittare della possibilità di poter recedere completamente entro 30 giorni ed avere restituita l’intera cifra. In questi 30 giorni farò alcuni test e deciderò.

Altre informazioni, in inglese ma chiarissime, le trovate sul sito di Aweber

p.s.

Se poi oltre che per hobby vi occupate di comunicazione / web / marketing anche per lavoro, tenete presente che potete usare lo stesso account Aweber per gestire le campagne email dei vostri clienti /partner ecc: in questo caso il costo annuale si ripaga da sè…

16 commenti:

  1. Ciao, ottimo post che descrive dettagliatamente un ottimo servizio.
    Anche io ho fatto il tuo stesso ragionamento: se si vuole lavorare seriamente con l’email marketing, occorre un servizio serio e affidabile, e l’ho preso. Io ho superato ieri i 30 giorni e non l’ho restituito, lo terrò 🙂

    Fammi sapere come ti trovi…. ciao, Nicola 😀

  2. Ciao, grazie dell’ottima segnalazione, ho solo un dubbio, dice che si possono creare illimitte newsletter, mi sai dire se è possibile creare sub account, ad esempio creare user e password per un amico che gestisce una newsletter di un mio sito, posso creare un user e una pasword che gli permettano di accedere alla gestione di una sola lista?

    grazie mille

  3. Mah…io stò meditando in questi giorni di aggiungere una newsletter al mio blog, perchè i feed li usano in pochissimi.
    Aweber mi sembra completo, però costosetto, nel senso che non so voi, ma io “non ci stò dentro” economicamente.
    Non vedo un ROI positivo, se non forse arrivando alla fascia dei 10.000 iscritti.
    Questo almeno per me che baso le entrate su Adsense e le affiliazioni…

    1. Sì, in effetti da quando mi sono iscritto io gli scaglioni di pagamento sono stati modificati, ma sostanzialmente la cifra da pagare rimane più o meno equivalente.
      Resta il fatto che appoggiarsi a servizi esterni per l’invio di newsletter e simili oggi è diventato quasi un “obbligo”: è proprio di ieri il caso di una società mia cliente che invia una newsletter settimanale con un software desktop ad alcune centinaia di iscritti che ha visto inserire il tutto il proprio dominio in blacklist perchè bollata come “spamming”.
      Ora sì che son dolori: significa che non possono più inviare alcuna email da nessun indirizzo email: un danno enorme.
      Appoggiandosi ad Aweber (o un altro servizio del genere) il rischio non si corre: al massimo vengono messi in blacklist gli indirizzi IP di Aweber, non i nostri: solo per questo l’iscrizione vale i soldi che chiedono 😉

  4. Rileggo questo tuo post e mi chiedo:
    Proporresti eventualmente un’integrazione tra più servizi per la gestione newsletter?

    Chessò del tipo:
    – gli ultimi post nella tua casella di posta con FeedBurner;
    – la newsletter personale (invio a piacimento) con Aweber.

    La mia considerazione esce fuori perché nell’articolo riporti come esempio ProBlogger di Darren.

    E’ lui che è tornato a FeedBurner dopo un anno di Aweber o gestisce entrambe le cose?

    Ad oggi sulla sua home è disponibile una sottoscrizione tramite FeedBurner.

    Come utilizza dunque anche Aweber? Come integra le due soluzioni?

    Sapresti fornire una soluzione e consigliare a tuo parere se può dimostrarsi valida o meno? (ho notato che molti blogger non si allontanano da FeedBurner)

    1. Aweber è nato per gestire autoresponder e liste di una certa complessità e “peso”.
      Darren lo usa per le varie iniziative “oltre” i post del blog. Per esempio per i follow-up del suo 31dbbb.
      per il semplice invio dei post anche FeedBurner è più che sufficiente, certo. Ma ultimamente FeedBurner lascia alquanto a desiderare come funzonalità, affidabilità ecc.
      Bisognerà vedere se dopo averlo acquisito, finalmente Google si deciderà ad integrarlo veramente nella propria piattaforma di servizi, in Analytics per esempio.

      Stefano

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